
Una delle tante credenze sull’alimentazione è quella riguardante i benefici del vino rosso sulla nostra salute, soprattutto quella cardiovascolare.
Sin dai tempi dei miei bisnonni, infatti, quel bicchiere di vino rosso a pranzo e a cena sembrava avere chissà quali effetti benefici. In parte, però, questa credenza si basa su un aspetto del tutto vero, relativo al contenuto di una sostanza presente proprio all’interno di questa bevanda: il resveratrolo, un polifenolo prodotto naturalmente da numerose piante in risposta agli attacchi degli agenti patogeni.
Lo ritroviamo principalmente nella buccia dell’uva, in frutti come mirtilli e lamponi, gelso e arachidi. Ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e vaso/endotelio-protettive, che vengono esplicate solamente quando vengono raggiunte determinate concentrazioni all’interno del nostro organismo. Qui sta proprio quel piccolo grande dettaglio che rende questa diceria, in parte veritiera, solamente una delle tante credenze di cui si sente parlare al giorno d’oggi. Il fabbisogno minimo giornaliero di resveratrolo necessario per comportare un effetto benefico sulla nostra salute è pari a 500 mg.
Considerando che in un bicchiere di vino rosso il contenuto di questo polifenolo si aggira attorno ai 12-13 mg, appare evidente come, per raggiungere la quota benefica, bisognerebbe assumerne circa 40 L al giorno. È sottointeso, dunque, come gli effetti negativi relativi all’assunzione di un tale quantitativo di alcol sarebbero decisamente molto più rilevanti (e dannosi) rispetto a quelli positivi comportati dal contenuto di resveratrolo.
All’interno delle bevande alcoliche, infatti, è contenuto anche, in misura variabile, alcol etilico, una sostanza che è stata classificata dalla IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) come agente cancerogeno di classe I. Ciò significa che rientra tra quelle sostanze in grado di comportare lo sviluppo di forme tumorali. Non esiste una soglia minima di sicurezza e non comporta mai effetti positivi sulla nostra salute, nonostante il (discreto) contenuto di resveratrolo che riscontriamo in quel bicchiere che tanti bevono durante i pasti principali della giornata.
Detto questo, però, dato che il vino e le bevande alcoliche fanno parte degli eventi sociali e della nostra quotidianità, oltre che della convivialità a tavola che sta alla base della piramide alimentare della dieta mediterranea, tutto sta nella frequenza e nella quantità di consumo.
In quell’equilibrio necessario per condurre uno stile di vita sano e bilanciato. Esattamente come per altri alimenti che è necessario limitare nella nostra alimentazione (es. gli affettati), qualora si decida di consumare alcol, anche solo per piacere o per gusto personale, è bene farlo con consapevolezza, evitando di eccedere, consumandolo preferibilmente a stomaco pieno e non come abitudine quotidiana.
Ricordiamoci, infatti, che la vera salute si costruisce sulle scelte consapevoli che facciamo ogni giorno.


